Visioni urbanistiche: La gemma dormiente di Patula Cupa.

Cartina di Leverano redatta nel 1981 da Rocco Torce Erroi con i toponimi delle varie zone del paese!

Cartina di Leverano redatta nel 1981 da Rocco Torce Erroi con i toponimi delle varie zone del paese!

Nell’ottica di incentivare la comunicazione e la discussione sul futuro Piano Urbanistico Generale del Comune di Leverano, inauguriamo oggi su Infi.Ma.Blog una serie di articoli  sul tema dello sviluppo urbanistico e sulla pianificazione del territorio.

Difatto, la redazione di un nuovo Piano Urbanistico Generale è una delle più importanti occasioni in cui si determina il profilo futuro, l’aspetto e la visione di sviluppo economico, sociale ed ambientale di una cittadina, per questo è opportuno che tutti i singoli quesiti e problematiche, che dovrebbero in esso trovare risposta, vengano individuati, chiariti ed esposti alla cittadinanza, anche alla luce della pianificazione di ambito superiore, provinciale e regionale.

Per questo primo articolo abbiamo il piacere di ospitare il graditissimo contributo del Dott. Leonardo Tondo, neolaureato in urbanistica presso l’Università di Firenze, che ha per l’appunto discusso una tesi di laurea, di grande spessore, sull’inquadramento urbanistico e conseguente progettazione dell’area di Patula Cupa, tanto cara a noi tutti, quanto bisognosa di progettualità per ritornare ad essere luogo vivo e non solo ricordo.
Naturalmente, dati i limiti di spazio qui a disposizione, possiamo solo assaggiare lo sviluppo di questo lavoro, che speriamo però possa incuriosire e portare magari ad un’esposizione pubblica delle tavole progettuali, ottimo inizio per una discussione comune.
Patula Cupa è infatti un concentrato di tutto ciò che deve essere messo in campo per creare un Piano Urbanistico condiviso: luogo d’identità, luogo di problematiche geo-idrologiche, luogo della relazione tra città e campagna, luogo di potenziale attrazione e fruizione per il rilancio dell’immagine cittadina.
Patula Cupa, così come l’abbandono del centro storico, le periferie svantaggiate, l’urbanizzazione strisciante delle campagne e la perdita della biodiversità nel paesaggio, sono le sfide che dovranno trovare risposte nella redazione del prossimo PUG; nessuna di queste ha in sé una parola di cui si sente tanto parlare, ma solo perché tale parola è generata solo dalla risoluzione contemporanea di tutte: la parola “economia”, che deriva dal greco οἶκος (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e νόμος (nomos), “norma” o “legge”, dunque la gestione dei nostri beni cittadini.

 

UN NUOVO PARADIGMA PER GLI SPAZI PERIURBANI: 

IL CASO DEL CUNEO VERDE DI PATULA CUPA

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Fin dai tempi più antichi l’acqua ha condizionato il rapporto dei gruppi umani con i territori scelti per l’insediamento temporaneo o stabile. Queste forme d’insediamento permettevano di utilizzare in modo efficace la vicinanza all’acqua e lo sfruttamento di prezioso terreno coltivabile e per il pascolo. Le più grandi civiltà orientali e mediterranee, dall’India alla Mesopotamia, dall’Egitto all’Italia, sono nate e si sono sviluppate vicino le acque.

Nel Salento, luogo notoriamente privo di qualsiasi percorso fluviale, una piccola comunità di greci bizantini nel 540 d.C. decise, in modo strategico, di stabilirsi semplicemente nei pressi di una zona paludosa e dar vita a quella che sarebbe divenuta poi l‘attuale cittadina di Leverano.  E proprio da questo “luogo umido” (liburos), secondo diverse fonti storiche, potrebbe aver avuto origine il suo nome.

Numerose erano le depressioni e le voragini più o meno distanti dall’abitato  che accoglievano per buona parte dell’anno il naturale defluire delle acque piovane (Arche, Curmuni, della Sentina, Pozzolungo). La più vasta e profonda, da sempre elemento caratterizzante del paesaggio nonché parte integrante di Leverano, è tuttora conosciuta come “Patula cupa”.

Naturalmente molte cose sono cambiate, la metamorfosi che ha subito il paese forse è stata troppo impetuosa. Negli anni del “liberitutti” l’abitato si è sviluppato in direzione di luoghi più salubri, spesso forzando il secolare equilibrio creatosi tra uomo e natura. Una sconsiderata pianificazione del territorio ha permesso di edificare in luoghi da sempre inadatti ad ospitare insediamenti abitativi. Molta della stessa area di “Patula cupa”, e tutta la fascia depressionale che cinge il paese, sono state prese d’assalto dalla cementificazione.

La tesi affronta lo studio urbano di Leverano nello specifico la fruibilità per una nuova centralità proprio della suddetta zona di “Patula cupa”.

 

Particolare dello Scenario Strategico di Leverano  in scala 1:2000

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Gli elementi presi in considerazione, durante i lavori della tesi, sono riconducibili a fattori che influenzano il rapporto tra il territorio aperto e il tessuto urbano lungo il suo limite.

Si è considerato, pertanto, i fattori che hanno determinato il rapporto storicamente avvenuto tra i cittadini e il territorio aperto, in particolare con l’acqua che definisce la peculiarità dell’area reinterpretandola in un progetto contemporaneo di spazio pubblico nel cuneo verde della città.

La costruzione dello spazio e la partecipazione degli abitanti nella fase di progetto sono stati pensati come elementi fondamentali per una migliore sostenibilità urbana, per una maggiore qualità ambientale ed ecologica del territorio.

Dopo lo studio dei fattori fisico-ambientali e storico-culturali sono state individuate, attraverso i disegni di alcuni cittadini leveranesi,  forme e centralità e punti di riferimento percepiti.

 

Schema interpretativo dell’immagine della città

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Rielaborando gli elementi dello schema di sintesi si è giunti, ad una rappresentazione con  nodi, punti di riferimento, elementi areali e margini percepiti; in questa fase si considerano alcuni degli aspetti descritti in “L’immagine della città” di Kevin Lynch.

Legenda

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Inoltre, uno studio sulle criticità del tessuto contemporaneo periurbano e sulle organizzazioni della campagna circostante, ha permesso di individuare sette “Settori di Paesaggio” nei quali sono evidenziate le dominanti (unità paesaggistiche ridotte) intorno alla città, in continuità a tre differenti tessuti di limite.

Legenda della carta delle criticità

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In seguito, sono state approfondite le dinamiche sociali e l’evoluzione urbana e dell’uso del suolo tra la fine dell’Ottocento e i nostri giorni, rappresentando in quattro date significative una tavola sulla crescita urbana di Leverano.

 

Sezioni: rapporto schematico tra insediamento e territorio aperto

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Attraverso queste analisi è emerso come il Cuneo Verde di “Patula cupa” sia una forma da salvaguardare in quanto svolge una fondamentale funzione di riequilibrio e corridoio ecologico, nonché un naturale deterrente all’espansione urbana. Oltretutto l’area è classificata come Campagna del ristretto nello scenario del Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr) della Puglia. Il Piano la considera come fascia di territorio agricolo intorno alla città che inviluppa con una greenbelt le sue frange periferiche. In essa si prevede la ricostruzione degli antichi “ristretti” (ricollocandoli ai limiti delle attuali periferie), come la riproposizione di un paesaggio agricolo ricco di relazioni con la città come in passato erano, appunto, trattati i ristretti.

Considerata perciò la campagna del ristretto come strumento progettuale del Patto “città-campagna” dello scenario strategico, si è analizzato nello specifico le peculiarità e le opportunità che offre l’area di “Patula cupa”.

Il progetto, dunque, agisce sulla capacità di vedere nel territorio del bordo uno spazio disponibile per la costruzione di situazioni inedite, reinterpretando gli elementi marginali come opportunità per la creazione di nuove centralità dell’urbano, luoghi del possibile, dell’incontro fertile delle complessità urbane.

 

Progetto di orti urbani e del frutteto della memoria

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Particolare nord del cuneo verde del Progetto 1:2000 

Un parco naturale, dunque, non solo come progetto, ma realtà vivente e dinamica; un luogo dove si attivano processi naturali, uno spazio propizio alla vita di persone, piante, animali. Un luogo che offre la possibilità di immergersi in una dimensione di naturalità a pochi minuti di cammino dall’abitato. Una piccola interazione fisica e spirituale che regala l’occasione di ammirare la perfezione della successione dei cicli naturali e dei relativi adattamenti delle comunità vegetali e animali. Ci permette di contemplare l’opulenta bellezza di un prato fiorito in primavera, il profumo del mirto, della ginestra, e osservare i colori autunnali delle foglie degli alberi, il volo scattante di una libellula dai colori iridescenti.

 

Particolare progettuale dell’area a sud con funzione di Giardino urbano destinato ad accogliere il mercato ortofrutticolo giornaliero e progetto “visione voragine”

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Un parco, soprattutto, veicolo di valori positivi quali la socializzazione, l’integrazione, la condivisione degli spazi e delle esperienze, la responsabilizzazione verso il bene comune che può contribuire, di conseguenza, alla costruzione del senso civico, che è fondamento di ogni società, e del sentimento di appartenenza a una comunità.

Che tutto ciò si realizzi, occorre però che tutti, dai semplici cittadini ai rappresentanti delle istituzioni, si sentano coinvolti, in questo come in tanti altri ambiti, al rispetto della bellezza naturale, alla consapevolezza della storia, all’uso responsabile di un tesoro lasciatoci in affidamento dal passato, alla condivisione con gli altri di un bene comune: in vista della costruzione di un futuro che, al di là e forse oltre gli attuali sconvolgimenti dell’economia globale, possa ambire ad essere, comunque, migliore.

Cosimo Leonardo Tondo

 

8 pensieri su “Visioni urbanistiche: La gemma dormiente di Patula Cupa.

  1. Congratulazioni vivissime al dott. Leonardo per averci fatto conoscere una parte importante del nostro territorio e per gli eccellenti risultati finora raggiunti.

  2. In qualità di cittadino e di tecnico, ritengo il progetto molto interessante: partire da una situazione naturale sfavorevole e trasformarla in una risorsa utile per l’ intera comunità è un intervento davvero auspicabile.
    Quest’ area potrebbe dare “respiro” al nucleo urbano attiguo ed essere un collegamento di qualità verso la periferia limitrofa.
    Faccio i miei complimenti ed un grosso in bocca al lupo a Leonardo, che conosco molto bene, augurandomi che la tematica affrontata possa avere sviluppi positivi.

  3. Da cittadino e da tecnico, ritengo il progetto molto interessante: trasformare una situazione problematica in risorsa è un intervento auspicabile, dal quale potrà trarne beneficio l’ intera comunità.
    Questo luogo potrebbe dare “respiro” al nucleo attiguo già consolidato ed essere un collegamento di qualità con la periferia limitrofa.
    Faccio io miei complimenti ed un grande in bocca al lupo a Leonardo, che conosco molto bene, sperando che la tematica affrontata possa avere sviluppi positivi.

  4. Complimenti al dott. Leonardo Tondo per il suo lavoro molto interessante e importantissimo per l’intera comunità leveranese.
    Segnalo l’attenzione sul tema portata anche nel Consiglio Comunale di Leverano del 26/6/14 con la proposta di un concorso di progetti per la rigenerazione dell’area di Patula Cupa.
    Segnalo con piacere, inoltre, la sensibilità e l’interesse del Consigliere Comunale Giuseppe Dell’Anna sull’argomento.
    Un grande in bocca al lupo a Leonardo Tondo.

  5. Interessantissime informazioni da cui partire per una progettazione partecipata del Parco di Padula Cupa. Come segretario del Partito Democratico cittadino, ritengo che sia arrivato il momento di rimettere mano su questo progetto avviato dalla precedente amministrazione, affinché quell’area venga risanata e sia realizzato uno spazio di comunità polifunzionale e multivalente per la vita sociale e culturale del nostro comune. A disposizione per qualsiasi contributo.

  6. In qualità di amministratore pubblico sono interessato ad approfondire l’argomento, magari fissando un appuntamento per un incontro, nel frattempo esprimo un plauso per l’iniziativa e un grande in bocca in lupo al futuro professionista.

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