C’è una Leverano che… tira un calcio al razzismo!

Sabato 23 marzo è ripartito a Lecce sul campo dell’ex opis (ex ospedale psichiatrico) il torneo “Calcio senza confini”, organizzato dall’associazione culturale Bfake, a cui vanno i nostri sinceri applausi per la costruzione di questo splendido progetto sportivo e sociale. Calcio senza confini è un torneo di calcio a nove dichiaratamente contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione, un luogo di incontro e partecipazione per le comunità migranti, le associazioni e gruppi di cittadini.

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Danno comune, profitto privato (Parte prima)

Verso la condivisione e la partecipazione nei mutamenti del paesaggio e dell’ambiente nell’agro di Leverano

Iniziare un discorso sull’ambiente naturale e sul paesaggio di un Comune, come Leverano, vuol dire prendersi una grossa responsabilità, almeno in considerazione del modo più diffuso di vivere e pensare nel momento presente.

Significa interrogarsi su quale possa essere il rapporto tra la Popolazione del Comune, il territorio e l’evoluzione socio-economica a partire dagli inizi del ‘900 fino ad oggi.

Il paesaggio, infatti, non è semplicemente l’aspetto esteriore, percepito, dei luoghi, ma il frutto più immediato di una relazione, quella tra le persone ed il loro ambiente di vita, che è fortemente rivelatore di quali siano le speranze e le aspettative di una comunità.

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19 Febbraio: Parcheggio “istituzionale” nell’area pedonale di Piazza Roma

Martedì  19 febbraio, presentazione candidati PdL nella sala Federico II  a Leverano.
Evitando paragoni con Paesi Europei in cui si fa pagare anche la metro ai loro rappresentanti politici o istituzionali, o in cui un parcheggio in divieto è causa di scandalo e vergogna, ci viene in mente una frase che concludeva dei divertentissimi sketch nella trasmissione L’Ottavo nano.

P.S.: Naturalmente questo post è un monito per i rappresentanti istituzionali di tutti i partiti politici.

Consulta delle Associazioni Leverano: FUMATA NERA!!

Ci sono situazioni talmente paradossali ed inverosimili che anche trovandoti coinvolto e travolto ti fanno venire il dubbio che non siano vere!

Può succedere, per esempio, che dopo aver partecipato attivamente e costantemente a più incontri, essersi confrontati talvolta affrontati, aver condiviso idee, perplessità, proposte, qualcuno ti venga a dire: stavamo scherzando! Senza grazie, senza ma, senza però, tutto ciò che è stato fatto non ha alcun valore, si riparte da zero!

Può succedere, per esempio, che dopo aver lavorato e programmato con una persona posta come punto di riferimento, dopo aver faticato e sudato per creare i presupposti per la costruzione di un progetto questi ultimi siano demoliti in un istante e con essi chi per loro aveva profuso tempo ed impegno!

Può succedere, per esempio, (ma questo in Italia capita spesso!), che dopo aver fatto in pochi tutto il lavoro sporco, al momento delle elezioni si venga travolti da un fiume di “interessati”!

Può succedere… anzi è successo…

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Casa mia era un porto di mare

Il brano che segue è tratto da un racconto in forma di diario, vincitore del concorso “Io, Donna, voglio rispetto” indetto da un liceo torinese.

Alcuni passaggi presi dalle pagine del Diario introducono Mimì, la protagonista.  Una donna leveranese, scomparsa nel 1982, vissuta tra le tragedie della guerra e la fatica della ricostruzione. Una donna che, nonostante la sua semplicità, comprese l’importanza del mutamento della condizione femminile, in una società caratterizzata da solido maschilismo.

L’autrice è Francesca Rolli, sua giovane nipote che, pur non avendola mai conosciuta, riesce a cogliere, ispirata dagli aneddoti ascoltati in famiglia, l’essenza e la natura di una donna d’altri tempi, tuttavia vicina, ancora, alla condizione della donna oggi nel mondo.

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